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Giampilieri e Scaletta Zanclea non distano molto da qui: siamo sempre nel Messinese. Ma da queste parti le piogge torrenziali fanno meno paura. Perché a Floresta le case sono tutte sotto controllo, almeno così assicurano. E ciascun edificio ha la sua documentazione rilasciata dal Comune. È per questo che i tre condoni edilizi che si sono succeduti dall´85 al 2003 sono scivolati via lasciando i florestani nell´indifferenza assoluta. Dal paese più alto della Sicilia non è mai partita nemmeno una richiesta di sanatoria. E nessuno finora si è fatto vanto di questo dato statistico. Anzi, nemmeno il primo cittadino ne era a conoscenza.
«Il nostro paese è molto ordinato, lo è sempre stato - racconta il sindaco, Sebastiano Marzullo, che di professione fa il veterinario - Per questo non abbiamo abusivismo, perché i miei concittadini amano fare le cose secondo legge». Vero, ma c´è pure un altro aspetto non secondario che fa di Floresta l´unico comune siciliano a zero «emissioni» di abusivismo. «Siamo pochi e ogni anno sempre meno - ammette il sindaco che si colloca nel centrodestra senza però identificarsi in un partito preciso - Siamo passati da 1.700 a meno di 700 abitanti in pochi anni e questo ha fatto venire meno le richieste per la realizzazione di nuove case».
Anzi, le 742 che esistono già, continuano a svuotarsi perché a Floresta la vita è tanto sana quanto difficile da organizzare. Le scuole si fermano alle elementari e i ragazzini che le hanno già completate sono costretti a frequentare le medie a Randazzo, quanto all´economia, continua a reggersi soprattutto sull´allevamento ma le fattorie negli ultimi anni sono diminuite. «Il piano di fabbricazione attualmente in vigore era stato progettato per 2.200 persone - racconta Francesco Spitaleri, responsabile dell´area tecnica del Comune - Ma con l´emigrazione costate, inevitabilmente, il calcolo si è rivelato sovrastimato». Fonte:palermo.repubblica.it |
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